top of page

Fuerteventura: Isla Selvaggia

Immagine del redattore: Marco Gallo
Marco Gallo
3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Ho scoperto quest'isola grazie a mio padre.

Vent'anni fa fece una missione di trenta giorni presso una base NATO sita a Puerto del Rosario (oggi ospita il Regimiento de Infantería Ligera "Soria" nº 9) e al suo ritorno si presentò con una canotta blu e la scritta "Fuerteventura" che indossai per tutto il periodo estivo.

Volevo andarci, scoprire i motivi per cui viene chiamata "Isola Selvaggia", ripercorrere i passi di mio padre e visitare (anche solo esternamente) la caserma dove ha prestato servizio.

Fuerteventura è un'isola remota, immersa nell'oceano, che strega gli occhi ancor prima di scendere dall'aereo. L'acqua è davvero fredda, tranne nei periodi in cui arrivano le correnti calde dal Golfo del Messico. Parlando con qualche isolano ho scoperto che alcuni arrivano per diletto, altri invece per cercare una vita meno caotica e più "lenta".

Dunque, il ritmo è lento, il clima è perfetto tutto l'anno, le dune di Corallejo sono la cosa più bella che abbia mai visto: chilometriche, dorate.

Noleggiate l'auto dalla mia amica Carla Colinet (Kyma Canarias Holiday - la trovate su facebook) e perdetevi nell'isola ogni giorno: città dopo città, spiaggia dopo spiaggia. Per percorrerla tutta, da nord a sud, vi ci vorranno circa tre ore, ma vi assicuro che ne varrà la pena.

I luoghi da visitare sono tanti e basta cercare su internet. Al di là delle spiagge, quelli che mi hanno colpito per la loro storia sono Betancuria, un pittoresco borgo storico del 1400, e Villa Winter.


In particolare, Villa Winter è un'abitazione antica, misteriosa, che si erge maestosa su un promontorio, nelle vicinanze del piccolo villaggio di Cofete, nel comune di Pàjara (sud di Fuerteventura). Costruita e progettata nel 1946 dall'ingeniere tedesco Gustav Winter (poi ristrutturata nel 1985), la villa si compone di due piani, un seminterrato, una torre sul lato nord-est con vista a 360° e un ampio terrazzo nella parte anteriore. All'interno le pareti sono spesse, le porte sono sbarrate ed è presente addirittura un lungo tunnel che conduce in un bunker sotterraneo. A tal proposito, alcune leggende descrivono proprio cunicoli sotterranei che sarebbero serviti ad alcuni fuggiaschi tedeschi delle SS sul finire della Seconda guerra mondiale. Al momento è gestita e manutenuta dall'unico erede rimasto, l'ultimo nipote vivente di Winter.

Quando sono andato io la villa non era visitabile, ma ora si può accedere con un piccolo contributo di cinque euro.


"A volte guardiamo il mondo dai nostri spazi di illusione e spesso siamo noi che creiamo i luoghi raccontandone solo i miraggi".


© 2024 by Marco Gallo. Powered and secured by Wix
bottom of page